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Sant Anna di Cantalupo

                                                              
ASSOCIAZIONE dei  BENEFATTORI di SANT`ANNA di CANTALUPO
                                                            

Fu  fondata  nel  1966, non  ero  presente  a quell`epoca  , pero posso  immaginare  l`effervescenza di coloro  che  date  le circostanze  potettero  fissare  quel  punto  di  appoggio, e che con l`andare  degli  anni ogni  CANTALUPESE, potesse identificarsi. Certo erano  gli anni  in cui qui  a Montreal  effervesceva  il  patriottismo, ognuno  voleva  identificarsi ed esprimere le sue  origini, e con  tanta  esuberanza sfoggiavano. Per quello che a me sembra, o, almeno  per quello che ho  potuto capire ,verso  gli  inizi  degli  anni  60,  periodo che corrisponde alla  grande immigrazione  a  Montreal, era  quasi  un  obbligo  identificarsi a  qualcosa , cosi  che  ogni  Italiano , indipendendemente dalla  sua provenienza trovava una  ragione per  potersi  associare, una  maniera  anche per  mostrare  una  identita’,  anche  se  questa  identita` avrebbe portato il  nome  del  paese  da cui  venivano, o, spesse  volte, queste comunita’ si identificavano ai  Santi  del loro paese  di provenienza. La certezza  e conferma della  loro pluriennale  esistenza, sta’ nel  fatto che  in   questi ultimi anni molte  Associazioni festegiano i  loro 35-40-45-e  anche  piu` anni  dalla fondazione’ dunque  ora  piu  che  mai  ci  rendiamo  conto  di  quanta  acqua  e  passato  sotto il ponte . Il  Quebec  dunque, 35-40-45 anni  fa’ lentamente  ma  inesorabilmente  si  stava  trasformando! Logicamente non  erano solamente i molisani  o Italiani che venivano  in  questa terra ,bensi diverse altre comunita’da  formare un paesaggio  molto variopinto di colori e  anche di sapori  riferendoci  alle loro abitudini culinarie! Riferendomi al nostro caso,sono  portato  adire che  molti  erano i Molisani  che  approfittavano  di  tutta quella diversita e di quel  benessere, che  in  realta` producevano  con  le  proprie  forze e  sudori. Molti  di  quei  emigrati, erano  giovani   forti e pieni  di  volonta`ma  soprattutto  anziosi di migliorare  le loro condizioni economiche . Chiaramente il progresso lo vedevano settimanalmente!. E coloro  che  avevano lasciato  la  famiglia  giu  al  paese, riuscivano  a  sollevare  anche  le  loro  sorti.Coloro  che  invece la  famiglia se la portavano dietro, cercavano di occuparsi  tutti, per  fare  piu` subito a  ristringere i soldi   perche’  poi  sarebbero  tornati  dietro al  proprio  Paesello. E molto  piu` sentito  era  questo  bisogno specialmente in quelli che arrivavano in  questa  terra  agli inizi  dell`Inverno, era  molto  freddo, e  coloro  che  lavoravano nella  costruzzione cioe’ fuori, erano obbligati  di  smettere di  lavorare , da  novembre  fino  a  marzo,  mentre le mogli, che  per  mezzo di qualche paesana, o italiana  aveva  trovato  lavoro  in  una delle tante manifattura  tessile, continuava  ad  andare  a  lavorare, prendendo  l`Autobus  tutte  le  mattine  anche  quando  erano  25-30 gradi sotto  zero, certamente  non  erano solamente Italiane ad  aspettare il  tramvia a quell`ora  del  mattino, e certamente essere  in  tante, insomma  consolava  un  po`. Erano  veramente  tempi  duri,solamente  coloro che conoscono l`inverno  Quebecchese capiscono  di  cosa  si  parla. Ma siccome  il  benessere  non  illudeva, bensi  alludeva  a  miglior  vita, gran  parte di  essi  sono  rimasti, di  li  dunque la necessita`  di  riunirsi  tra  famiglie e  parlare  di  lavoro, promuovere  e  sviluppare usanze, costumi  e  tradizioni del proprio  paese  e poterle trasmettere cosi  alle  nuove  generazioni.